Pterophyllum scalare – Pesce Angelo

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Pterophyllum scalare: un pesce che più di altri ha contribuito ad appassionare tante persone all'acquario di acqua dolce

Pterophyllum scalare

Pterophyllum scalare: conosciuto anche come Pesce Angelo ha contribuito a fare proseliti ed accrescere gli appassionati orientati a all'acquario di acqua dolce.

  1. Un pesce conosciuto
  2. Morfologia
  3. La vasca

Pterophyllum scalare: uno dei pesci maggiormente conosciuti

Lo Pterophyllum scalare ha contributo sicuramente più di altri pesci, noto anche come Angel Fish nei Paesi di lingua inglese; vuoi per facilitare le cose, per ricordare i nomi di uno specifico pesce senza ricorrere alla nomenclatura scientifica, ci sono diversi nomi alternativi per diverse specie di pesce.

Nomenclatura scientifica a cui dobbiamo sempre essere grati, in quanto ha contribuito a dare una classificazione precisa e univoca ad ogni specie.

Pterophyllum scalare: morfologia

Nobile esponente della famiglia dei Ciclidi americani, presenta interessanti caratteri morfologici.

Pur avendo il corpo leggermente più sviluppato in lunghezza, si estende però notevolmente in altezza con un conseguente sviluppo accentuato della pinna dorsale ed anale.

Sono pinne pressoché simmetriche, di forma triangolare, equamente dimensionate tra loro, e conferiscono a questo splendido pesce, un aspetto regale.

Posizionate al di sotto delle piccole pinne pettorali, le pinne ventrali si estendono notevolmente in lunghezza sino a presentare un aspetto filiforme.

Posizionata su di un breve peduncolo, la pinna caudale, proporzionata al corpo e ben sviluppata, presenta due raggi esterni molto sottili.

Gli occhi dello scalare sono grandi, la bocca invece è di piccole dimensioni rispetto al corpo, caratterizzato da un rimarchevole appiattimento, che pur raggiungendo notevoli dimensioni di diametro (il suo corpo è in effetti discoidale), lo spessore non supera mai pochi millimetri.

La colorazione dello Pterophyllum scalare

La colorazione di base della livrea è di colore grigio chiaro con riflessi argentei, anche se dopo notevoli incroci dati dagli accoppiamenti, si presentano negli acquari con molteplici colorazioni.

Il corpo è attraversato da una serie di bande scure, che risultano più appariscenti quando lo scalare assume una colorazione più intensa.

Dimorfismo sessuale

Come per altre specie, il dimorfismo sessuale è inesistente, anche se alcuni sostengono che il maschio raggiunge, di poco, dimensioni maggiori della femmina.

Solo al momento della deposizione delle uova però, si distingue chiaramente la femmina, sotto il cui ventre fuoriesce l'ovidotto, un tubicino del diametro di 1 o 2 millimetri e 3-4 di lunghezza, attraverso il quale depone le uova.

Nel maschio si rende visibile, al momento della fecondazione delle uova, l'organo riproduttore (papilla genitale), appuntito, di piccolissime dimensioni, più piccolo dell'ovidotto della femmina.

Lo Pterophyllum scalare raggiunge la maturità sessuale quando è sviluppato intorno ai 6-7 centimetri di lunghezza, ed il formarsi di una coppia sarà inequivocabile osservandone il comportamento.

Riproduzione

Quando si forma una coppia di scalari, questa è destinata a durare per lungo tempo, essendo un pesce monogamo.

Difficilmente accetta un partner imposto, ma ama invece avere la possibilità di compiere da sé questa scelta, e sarà ben difficile dividere una coppia formatasi naturalmente.

Per questo, è bene inserire nella vasca (nella quale lo scalare dovrà essere il protagonista dell'acquario) un discreto numero di giovani esemplari.

Sarà così possibile lo spontaneo formarsi di almeno una coppia nella vasca.

Acquistare esemplari già adulti, sarebbe da tenersi in considerazione solo nel caso si possa disporre di una coppia ben affiatata.

Accoppiamento

Si nota facilmente quando maschio e femmina, pronti per deporre e fecondare le uova, si appartano in un posto preciso della vasca; puliscono accuratamente la superficie, e tengono lontani altri eventuali pesci in acquario.

Passaggi e movimenti bruschi davanti alla vasca sono sempre da evitare, a maggior ragione quando l'accoppiamento deve avere luogo: non amano essere disturbati, questo vale ovviamente per tutti i pesci.

Quando la coppia si era formata, quasi subito ha iniziato a deporre uova, e quasi sempre sulle foglie di Echinodorus, con delle belle foglie lanceolate di discrete dimensioni, ed in altre occasioni anche sulla parete del filtro, ampia e liscia, che a quanto pare era di loro gradimento.

Riproduzione e cure parentali

Le prime volte che avveniva la deposizione, la coppia si prendeva cura delle uova, dividendosi equamente il lavoro, maschio e femmina.

Il maschio era a guardia che altri pesci non si avvicinassero, la femmina usava le pinne pettorali per tenere le uova ben ventilate.

Queste prime volte però, qualcosa li disturbava, perché mangiavano le uova prima della schiusa.

Forse per il timore che altri pesci lo facessero, o forse perché riscontravano nell'acqua, o nella vasca, dei parametri non pienamente soddisfacenti le loro esigenze.

Alla successiva deposizione, a malincuore rubai la foglia con le uova ai genitori, la sistemai in una piccola vaschetta con vicina la pietra porosa collegata ad un aeratore, e curai la schiusa delle uova e ne sortirono un generoso numero di avannotti.

Nel frattempo continuai a curare i parametri dell'acqua, cercando di dare il più possibile stabilità al pH.

Dalla successiva deposizione in poi, la coppia si è sempre presa cura dei piccoli, permettendo alle uova di schiudersi come in precedenza non avevano permesso accadesse.

Forse anche la coppia stessa doveva trovare il giusto affiatamento, non ho avuto la certezza di quale fosse il motivo che li portava a mangiare le uova che fino a pochi istanti prima curavano con meticolosa attenzione.

Comportamento

È un pesce piuttosto timido e diffidente agli inizi, ma non esiterà poi a dimostrarti la sua gratitudine attraverso un comportamento che ti regalerà soddisfazioni.

Personalmente, li ho allevati per anni, ed il vederli arrivare verso di me facendo sbucare la bocca oltre la superficie dell'acqua, quando davo loro il cibo, era sempre una bella emozione.

Lo Pterophyllum scalare è un pesce meraviglioso, come tanti altri pesci da allevare, è un'esperienza da vivere.

La vasca per l'allevamento della specie

Lo scalare non può essere ovviamente allevato in vasche anguste e di piccole dimensioni.

Necessita di spazio per nuotare, raggiunge discrete dimensioni anche in cattività; in vasche di grandi dimensioni può raggiungere anche i 25 cm di diametro, ed acquari inferiori ai 40 cm di altezza non risultano adatti.

Non lesinare mai sulle dimensioni di un acquario; se non puoi permetterti vasche capienti, punta allora su pesci che non raggiungano dimensioni come quelle dello scalare, e che trovino sufficiente una vasca più piccola.

Arredo della vasca

Una buona vegetazione con foglie anche grandi, e discreto spazio che permetta allo scalare di poter, oltre che nuotare liberamente, compiere anche i repentini guizzi caratteristici nel nuoto, e puoi essere spettatore partecipe di uno spettacolo senza eguali.

Convive tranquillamente con altri pesci (non scelti ovviamente a caso), anche con altri Ciclidi (Apistogramma ad esempio), come accade in natura.

Purché il protagonista dell'acquario rimanga lui, non accetterebbe mai il ruolo di gregario.

Parametri chimico fisici dell'acqua

Acqua leggermente acida: pH 6,5-6,8;
tenera: 6-7 dGH
temperatura: mai inferiore ai 26-28°C;
sono parametri che indicativamente dovrebbero essere un buon approccio.