Astronotus ocellatus: pesce Oscar

✔ aggiornato il
Astronotus ocellatus: un imponente e bellissimo pesce della famiglia dei Ciclidi Americani

Astronotus ocellatus

Astronotus ocellatus noto anche come Pesce oscar è un pesce appartenente alla famiglia dei Ciclidi americani di taglia grossa.

  1. Diffusione
  2. Morfologia
  3. La vasca
  4. Dimorfismo sessuale

Astronotus ocellatus: diffusione in Natura

In Natura, l'Astronotus ocellatus, conosciuto anche come pesce Oscar, trova diffusione in parte del Sud-America, dove vive in prevalenza nei tratti di acqua piuttosto calma dell'Istmo di Panama (guarda), nel Rio Negro, Orinoco, Rio delle Amazzoni, Rio Paraguay.

Le zone in cui vive questo bellissimo pesce, sono caratterizzate da fondali scarsi di vegetazione, con la presenza discreta di zone rocciose.

Pare che trovi diffusione anche in alcune zone con acque dolci della Florida, dopo essere stato immesso in natura a suo tempo da un commerciante, che decise di inserire un gruppo di Astronotus ocellatus quando interruppe la sua attività (se vuoi approfondire).

Astronotus ocellatus: morfologia

La forma di questo pesce è allungata, ovaleggiante, è un esemplare grosso e tozzo, ed il capo non è da meno, munito di grosse e robuste labbra.

La parte inferiore della mascella è piuttosto pronunciata, come in molti altri Ciclidi, la bocca è protrattile, capace cioè di spingersi in avanti, all'infuori, anche questa caratteristica spiccata in molti altri pesci.

Le pinne

Le pinne sono ben sviluppate, quella dorsale termina con un ampio margine molto allungato, la pinna caudale è posizionata su di un robusto peduncolo, ampia, dai bordi arrotondati.

La pinna anale, anch'essa notevole nel suo sviluppo, si presenta meno arrotondata nella parte posteriore.

La pinna anale e quella dorsale, nelle loro parti terminali tendono a sovrapporsi alla pinna caudale.

Le pettorali e le ventrali, sono anch'esse parecchio sviluppate.

Colorazione

La colorazione di fondo della livrea dell'Astronotus ocellatus, risulta di un marrone/olivastro, ed è particolarmente ricca di colori nell'età giovanile, per poi uniformarsi notevolmente nell'età adulta.

I giovani esemplari sono caratterizzati dalla livrea che varia dal verde al marrone, con spaziature di color oro, rossastro, giallo intenso e bordate di nero.

Spruzzature dei medesimi colori sul muso, e sull'opercolo branchiale bordato di rosso.

La macchia scura bordata rossastro/arancione, rimane sempre visibile, anche in età adulta, sulla base della pinna caudale, proprio dopo il peduncolo.

Da qui il nome di “ocellatus”.

Dimensioni

Le dimensioni che raggiunge sono notevoli, anche 35 cm, quindi, personalmente ritengo che un acquario inferiore ai 250 litri non è da prendere in considerazione, se si decide di allevare questi bellissimi esemplari, che, data la loro mole, hanno necessariamente bisogno di spazio per vivere bene.

La vasca per l'allevamento dell'Astronotus ocellatus

Personalmente, opterei per una vasca di almeno 500 litri di capienza, se volessi allestire l'acquario per l'Astronotus ocellatus; mi sembrerebbe ingiusto relegare un pesce che raggiunge notevoli dimensioni, in un ambiente a lui angusto; piuttosto lascerei perdere, in favore di pesci più piccoli.

Non solo, in quanto la vasca deve essere a lui dedicata: una volta cresciuto può sviluppare una certa aggressività, e dovuto anche alla sua mole, altri pesci, anche se di dimensioni similari, potrebbero farne le spese.

Una vasca spaziosa e filtraggio adeguato, sovradimensionato: questo pesce è un gran mangiatore e di grosse dimensioni, produce parecchi rifiuti organici, un filtraggio davvero potente ed efficace risulta basilare.

L'arredamento della vasca

Per ricreare un habitat più favorevole agli esemplari di Astronotus ocallatus, l'arredamento della vasca deve essere improntato allo spazio, pesci che una volta adulti diventano di grandi dimensioni, necessitano quindi di spazio adeguato per nuotare.

Opportuno prevedere nella vasca zone rocciose che vanno ad intervallare il fondo sabbioso, che possano anche servire come nascondigli, in cui i pesci possano rifugiarsi quando garba loro.

Comportamento

Il suo comportamento spavaldo, estremamente territoriale ne fa il padrone dell'acquario.

Come molti ciclidi che hanno l'abitudine di scavare sul fondo con la bocca, l'Astronotus ocellatus non fa eccezioni: essendo grande e grosso, pensa tu le dovute conclusioni.

Se si arrabbia sconvolge l'acquario.
Per questo, le dimensioni spaziose della vasca sono necessarie; contrariamente si arrabbierebbe ancora di più.

Se decidi anche per coltivare qualche pianta (poche e robuste come qualche grande esemplare di Echinodorus), assicurati che possa risultare ben fissata sul fondo con un vasetto di terracotta incollato ed occultato nel fondo, e cercare di proteggere la pianta stessa, alla sua base, con pezzi di roccia e pietra.

Anche se rispetti al meglio le condizioni dell'arredamento, devi comunque tenere conto delle dimensioni del pesce, in base alle quali i movimenti hanno una certa entità.

L'alimentazione

La sua alimentazione deve essere ricca, abbondante, variegata.

Piccoli pezzi di lattuga, spinaci sbollentati, cuore, fegato, piccoli pesci anche, oltre cibo vivo o congelato come tubifex, piccoli gamberi, piccoli pezzi di carne magra, e cibo secco liofilizzato.

Parametri chimico fisici dell'acqua

25°C di temperatura, durezza di 10 dGh e pH 6,7-7 indicativamente possono andare bene.

Il dimorfismo sessuale

Il dimorfismo sessuale non è così evidente; le tre piccole macchie scure poste sulla base della pinna dorsale, non sono considerate in assoluto come distinzione inequivocabile tra i due sessi, sovente tale caratteristica è concordante sia nei maschi che nelle femmine.

L'accoppiamento

Come spesso accade per molte specie di pesci, Ciclidi in particolare, è necessario amare una determinata specie per cimentarsi nell'allevamento e riproduzione.

Ne vale la pena però, e l'Astronotus ocellatus, date anche le dimensioni che raggiunge, si può considerare un animale domestico a tutti gli effetti: intelligente, attento, non manca di ripagare con soddisfazioni le cure del suo allevatore.

Come accade anche per altre specie, il momento dell'accoppiamento va a fugare ogni dubbio sul riconoscimento maschio e femmina.

Astronotus ocellatus è un Ciclide assolutamente monogamo (come lo Pterophyllum scalare), formata la coppia, questa è destinata ad un rapporto duraturo.

Per il formarsi naturale della coppia, si dovrebbe inserire nella spaziosa vasca un piccolo gruppo di giovani esemplari; quando cresciuti, ed una volta formata la coppia, questa andrebbe collocata in acquario specifico, per loro due, a meno che non si disponga di una vasca dalle immense dimensioni: ma alcune problematiche relative alla territorialità, si presenterebbero comunque.

Rituale dell'accoppiamento

Quando la coppia si è formata, e dunque sessualmente matura, va collocata nella vasca a loro dedicata: nel periodo della riproduzione e successiva cura della nidiata, è normale che si sviluppi una certa aggressività dei pesci, quindi ricorda le loro dimensioni e quello che ne può scaturire.

La tranquillità della coppia è fondamentale, che non deve essere disturbata per poter procedere al meglio con la cura dei piccoli.

Il rituale dell'accoppiamento può prendere tempo in diversi giorni, durante i quali il partner più pronto, invita continuamente l'altro in modo deciso, con colpi sui fianchi, bocca spalancata e bruschi e repentini movimenti che fanno chiaramente capire all'altro pesce il desiderio di accoppiamento.

Ricorda ancora l'arredamento della vasca: se qualcosa dovesse fungere da ostacolo al luogo prescelto per la deposizione delle uova, verrebbe rimosso senza tante storie.

La riproduzione

Nella parte ventrale dell'Astronotus ocellatus, prima della pinna anale, fanno la loro comparsa al momento della riproduzione, l'organo fecondatore nel maschio, e l'ovidotto nella femmina.

Dopo avere accuratamente pulito la zona prescelta, la femmina procede con la deposizione delle uova, il maschio segue i suoi movimenti andando a fecondare le uova stesse.

La cura parentale

Quando la coppia depone e feconda le uova, la cura parentale inizia da qui; ventilazione costante delle uova e successiva cura degli avannotti, che dopo 4 giorni circa fanno la loro comparsa.

Dopo 5 settimane circa i piccoli raggiungono discrete dimensioni e autosufficienza: è bene spostarli perché le cure dei genitori tendono ad affievolirsi, e se con la prole, l'acquario risulta sovraffollato, i grossi genitori potrebbero fare oggetto della loro suscettibilità gli stessi piccoli che fino a poco tempo prima hanno allevato con tanta cura.

In caso di una coppia ben affiatata che da luogo spesso ad accoppiamenti, i piccoli, una volta cresciuti, che se troppi non si saprebbe dove metterli, si possono rivendere, ad altri appassionati o negozianti, andando a contribuire discretamente al mantenimento spese della passione per l'acquario.

Non dimenticare il filtraggio, efficace, cambi parziali e periodici di acqua abbondanti e frequenti.

Pesce per veri appassionati visto l'impegno necessario per il suo allevamento: impegno che viene ripagato dai risultati che puoi ottenere.