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Il filtraggio biologico si viene a creare sul materiale filtrante che occupa lo scomparto del filtro e nel materiale della vasca
Il filtro è il cuore dell'acquario

Il filtraggio biologico: così definito è il vero e proprio filtraggio di ogni acquario e la cosa interessante è che si crea da solo, quando ci sono le giuste condizioni nella vasca e nel comparto del filtro.

  1. Filtraggio biologico
  2. Il cuore pulsante della vasca
  3. Il flusso d'acqua

Filtraggio biologico

Come già visto nella pagina dedicata al filtraggio meccanico, tutto il materiale presente nel filtro, e non solo, diventa substrato utile ai batteri per colonizzare, e formare il vero e proprio cuore pulsante del filtro.

Il filtraggio biologico è la diretta conseguenza del filtraggio meccanico, quando l'acqua scorre piuttosto lentamente in modo da permettere alla flora batterica di proliferare.

Stratagemmi pubblicitari che mi è capitato di vedere

La definizione che talvolta ho visto usata nella pubblicità di alcuni negozi di acquari: filtro biologico in ceramica; fa sorridere, forse più per attirare che per informare.

In realtà non c'è nulla di falso, il filtraggio biologico si rende davvero possibile grazie al supporto presente nel comparto filtrante, e se si tratta di cannolicchi di ceramica, ben vengano.

Però il filtraggio biologico, è la vasca allestita e funzionante che pensa da sé a crearlo.

Un po' come le sedicenti web agency che, tra i loro servizi, offrono l'indicizzazione delle pagine nei motori di ricerca.

Balle.
I motori di ricerca le pagine le indicizzano appena le trovano sul web.

Un po' come se un venditore di automobili, ti dicesse: io ti vendo l'auto con 4 ruote. Anvedi.

Il cuore pulsante dell'acquario: il filtro ben funzionante

Per ottenere un filtro maturo, sono necessari alcuni mesi, ciò non toglie che utilizzando diversi accorgimenti si possa partire subito bene con un acquario appena allestito, evitando tanti problemi che si possono incontrare a filtro inattivo.

Il filtro si deve avviare, non per nulla esistono gli starter, gli attivatori, che contengono colonie batteriche che si attivano appena inserite nell'acqua, e fanno iniziare più velocemente la colonizzazione batterica che poi svolge il lavoro più importante della vasca: il filtraggio.

Ovvero, trasformare le sostanza di scarto, e in parte riutilizzarle.

Il substrato del materiale di fondo: prezioso alleato nel filtraggio

Il materiale di fondo, che merita di essere scelto con estrema cura, può diventare anche un ottimo insediamento di colonizzazione da parte dei batteri, che aiutano in maniera determinante a ripulire l'acqua.

Se il materiale di fondo, viene aiutato da un cavetto riscaldante posizionato sotto il terriccio, questo crea un lieve e importante movimento dell'acqua, grazie al calore che sale, dove i batteri potranno lavorare in maniera ottimale.

Questo è un valido supporto al filtro nel prezioso ecosistema acquario, ho potuto constatarlo personalmente.

Regolazione del flusso d'acqua

Un flusso dell'acqua troppo veloce, non permette la giusta formazione della flora batterica, al contrario, la ostacola.

A meno che tu non abbia una vasca in cui i rifiuti biologici siano particolarmente abbondanti, ed in questo caso è necessario pensare appositamente un sistema filtrante adeguato, sovradimensionato, il flusso dell'acqua generato dalla pompa dev'essere lento e costante.

Senza creare inutili turbolenze, o senza permettere che vengano a formarsi zone di ristagno dell'acqua, con conseguenze per nulla piacevoli (effetto stagno).

Con una lenta ma regolare circolazione dell'acqua in tutta la vasca, sei a metà dell'opera per avere un filtraggio corretto.

Azione ossidante del filtro

Attraverso un lento flusso dell'acqua, si crea l'azione ossidante del filtro, quel processo chimico che permette di decomporre, in presenza di ossigeno, i composti azotati; prima in nitriti (NO2), poi in nitrati (NO3).

I batteri preposti a lavorare in presenza di ossigeno, Nitrosomonas e Nitrobacter i più diffusi, sono presenti in acqua con ph non inferiore a 5,5 e ad una temperatura che oscilla tra i 5 e 35 gradi Celsius.

Il filtro denitratore è molto utile in presenza di molte piante

Le colonie batteriche, trasformano dunque le sostanze di rifiuto, prodotte dai pesci e dalle piante, ed in presenza di molte piante, ho visto che si rivela molto utile la presenza di un filtro denitrificante, che lavora con batteri anaerobi, che vivono cioè in mancanza di ossigeno.

Batteri come lo Pseudomonas ed il Paracoccus (se vuoi approfondire), che attraverso gli enzimi che possiedono, sono in grado di trasformare in azoto naturale il prodotto finale di trasformazione iniziato dal filtro, e rilasciare l'azoto stesso in forma gassosa nell'aria, attraverso la superficie dell'acqua.

Questi batteri anaerobi, hanno bisogno di un strato particolarmente ruvido e poroso dove proliferare, ed esistono in commercio resine ed altri composti studiati appositamente.

I filtri denitratori completi, non occupano nemmeno molto spazio all’interno della vasca.

Installazione iniziale del filtro denitratore

Sarebbe bene pensare di inserire sin da subito un filtro del genere nella vasca, in presenza media o abbondante di piante; questo ostacolerebbe in maniera drastica la possibile formazione delle alghe, e manterrebbe sotto controllo valori come i nitriti (che possono rivelarsi pericolosi) a livelli innocui per la salute dei pesci e delle piante.

Le resine ed i composti cui accennato sopra, sono ciò di cui si nutrono i batteri anaerobi, e poter svolgere il loro lavoro.

Essendo dunque fonte di nutrimento, si rende necessaria la sostituzione delle resine una volta consumate, e mediamente il loro utilizzo non è inferiore ad alcuni mesi (3-4, dipende dalla capienza della vasca e dalla capacità del filtro).

Il lavoro svolto dai batteri anaerobi, viene definito azione riducente, perché va a completare il lavoro del filtro, riducendo drasticamente quelle sostanze che altrimenti risulterebbero dannose per la vita dell'acquario.

 

Felice Amadeo

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