Filtraggio meccanico e biologico in acquario

Dal corretto filtraggio in acquario di acqua dolce dipende la vita intera contenuta nella vasca
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Dal corretto filtraggio in acquario di acqua dolce dipende la vita intera contenuta nella vasca
Ovunque vi sia un ricircolo d'acqua il filtraggio si rende indispensabile

Il filtraggio in acquario rappresenta il cuore vero e proprio di una vasca ben funzionante, dal filtro dipende la vita stessa dell'ecosistema che si viene a creare.
La combinazione del filtraggio meccanico e biologico, si sviluppa da sé: sul supporto meccanico agisce quello biologico, ovvero quello formato dai batteri che depurano l'acqua.

  1. Filtraggio lento
  2. Avvio del filtro
  3. Pulizia del materiale filtrante

Il filtraggio lento è quasi sempre da preferire

Nell'acquario di acqua dolce, salvo esigenze particolari (ad esempio un acquario che ospita pesci di grossa taglia), il filtraggio dev'essere lento, ovvero l'acqua contenuta nella vasca, per essere completamente depurata, deve impiegare uno spazio di tempo sufficiente per permettere al filtro di compiere il suo dovere.

Indicativamente, come esempio, in una vasca da 200 litri, una pompa per l'acqua che filtra 100 litri ogni ora può andare bene, in questo modo i 200 litri vengono completamente filtrati ogni 2 ore; ma anche più lenta talvolta è meglio.

Il filtraggio lento infatti, permette alla microflora batterica di crearsi e riprodursi: ed è proprio questa flora batterica, che non vedi, che depura l'acqua e la rende vivibile per l'acquario, pesci e piante.

In una delle ultime vasche che ho avuto, proprio da 200 litri netti, avevo regolato la pompa dell'acqua in modo che filtrasse 50 litri l'ora, quindi per l'intera capienza occorrevano 4 ore: la vasca era colma di piante rigogliose, era presente anche il filtro denitratore (un portento), e tutta filava liscio come l'olio.

Fase di avvio del filtro

La fase critica del filtro è all'inizio, ad acquario nuovo e con il filtro quindi non ancora maturo, privo cioè della flora batterica indispensabile per depurare l'acqua.

Ma andiamo per ordine.

Nel reparto dell'acquario di acqua dolce destinato al filtraggio, è corretto inserire, nell'ordine:

due spugne di materiale espanso di densità piuttosto fine; quando l'acqua entra nello scomparto del filtro, il primo materiale filtrante che incontra sarà costituito dalle due spugne.

Queste eserciteranno il primo lavoro di pulizia dell'acqua, trattenendo le impurità più grossolane (residui ci cibo, foglie, etc.).

Questo passaggio permette ai microrganismi di instaurarsi, e saranno proprio questi che svolgeranno il filtraggio biologico.

Perché questo accada, è necessario dare un po' di tempo al filtro, affinché possa entrare in funzione.

Attivatori del filtro

In commercio esistono ottimi prodotti, di qualità, per iniziare il lavoro del filtro, gli starter, o attivatori.

Le due spugne, come ovvio supporre, in breve tempo si renderanno totalmente coperte dei rifiuti biologici dell'acquario, che andranno ad otturare quasi completamente i microfori del materiale espanso.

Si tratta di una cosa normalissima, e con una cadenza bisettimanale, potremo andare a pulire queste spugne, mai tutte due insieme, perch´ se così facessi andresti a distruggere quasi completamente i preziosi microrganismi che si sono creati, e che, ricorda ancora, svolgono il vero e proprio filtraggio biologico.

Il materiale filtrante svolge anche un lavoro di filtraggio meccanico, oltre che biologico, e oltre al materiale espanso delle spugne, ai cannolicchi di ceramica, od alle sfere di plastica atossica (bioballs) a cui arriviamo a breve.

Cannolicchi di ceramica e sfere in plastica atossica

Oltre alle spugne, i classici cannolicchi di ceramica, sono sempre un valido supporto.
Molto meglio che abbiano una superficie porosa, non completamente liscia; se porosa infatti, permette alla flora batterica di attecchire meglio e in tempo più breve.

Oppure le sfere di plastica atossica che contengono una discreta quantità di fori passanti di piccolo diametro (microfori), o comunque fori praticati con altre geometrie, che comunque rallentano notevolmente l'acqua al suo passaggio, e questo è importantissimo per il lavoro del filtraggio biologico.

Personalmente ho sperimentato questa combinazione con ottimi risultati, nell'ordine di entrata nel comparto del filtro:

  1. due spugne di differente porosità
  2. quella con maglie più larghe per prima, poi la seconda con trama più fitta;

  3. cannolicchi di ceramica
  4. , esagonali e particolarmente robusti e porosi;

  5. sfere di plastica atossica

L'acqua, che si trova costretta a passare al loro interno, rallenta notevolmente, a tutto beneficio dell'insediamento della flora batterica che si viene a formare, e che rende vivo il filtro dell'acquario.

Pulizia del materiale filtrante dell'acquario

Per pulire le spugne filtranti, così come ogni altro materiale presente nel filtro, serve usare acqua prelevata dall'acquario stesso; non commettere l'errore di sciacquare il materiale filtrante sotto l'acqua del rubinetto, che andrebbe irrimediabilmente a neutralizzare tutta la flora batterica presente, il vero cuore filtrante dell'acquario.

Il materiale filtrante, come le sfere di plastica ed i cannolicchi di ceramica, non metterli nel filtro sciolti, se dovessi toglierli per pulirli, uno ad uno, o comunque a manciate, sarebbe una seccatura.

Utilizza delle reti in materiale atossico con trama sufficiente a contenere il materiale, ti troverai una sorta di sacchetto, anche più d'uno, che contiene il materiale filtrante, e pulirlo è semplice.

Prendi un po' di acqua dell'acquario, magari prima di effettuare il cambio parziale e periodico, e la metti in un piccolo recipiente; li vai a sciacquare i sacchetti di materiale filtrante, quando particolarmente sporchi di residui grossolani.

 

Felice Amadeo

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