Fertilizzazione delle piante in acquario di acqua dolce

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La fertilizzazione delle piante in acquario di acqua dolce, inizia dal corretto allestimento del materiale di fondo

La fertilizzazione assume un ruolo importante nell'ecosistema della vasca

La corretta fertilizzazione delle piante tropicali in acquario di acqua dolce è fondamentale per creare un armonioso ecosistema e prevenire problemi.

  1. Poco ma spesso
  2. Importanza della corretta fertilizzazione
  3. Piante palustri e piante acquatiche
  4. Il materiale di fondo
  5. Quale fertilizzante usare
  6. Somministrazione periodica e regolare del fertilizzante in acqua

Fertilizzazione delle piante: poco ma spesso

Poca ma frequente fertilizzazione: che sia subito assimilabile dalle piante, per evitare problemi indesiderati di alghe, e mantenere la buona salute della flora.

Importanza di una corretta fertilizzazione

La corretta fertilizzazione dell'acquario di acqua dolce, coinvolge tanto il substrato quanto l'acqua.

Le piante coltivate in acquario, hanno la necessità di avere molteplici risorse, disponibili in piccola, minima quantità; seppur minima, se una sola di queste viene a mancare le piante accusano problemi di crescita, non crescono sane e rigogliose, e possono ammalarsi.

D'altro canto, se si eccede con la somministrazione del fertilizzante, anche in piccola misura, si possono sviluppare le alghe, indesiderate in acquario.

Ecco perché è sempre meglio essere parsimoniosi nella fertilizzazione, e comprendere soprattutto il concetto che le piante necessitano di molteplici risorse per crescere sane.

Piante palustri e acquatiche

La grande maggioranza delle piante che vengono coltivate nelle vasche degli appassionati, non sono prettamente piante acquatiche, bensì palustri.

A differenza delle piante acquatiche, che assimilano nutrimento sia dalle radici che dalle foglie in modo piuttosto equilibrato, le piante palustri sviluppano invece un consistente apparato radicale.

Di conseguenza è logica l'importanza che assume il materiale di fondo, dal quale le piante palustri possono assimilare gran parte delle sostanze per il loro fabbisogno vitale.

In larga misura, queste piante palustri coltivate in acquario, sono capaci di vivere la loro vita completamente sommerse; a maggior ragione non dimenticare la loro necessità di assimilazione delle sostanze nutritive dalle radici, quindi dal materiale di fondo della vasca.

Importanza del materiale di fondo

Nelle zone tropicali dalle quali provengono le piante che vengono coltivate in acquario, il materiale di fondo è caratterizzato spesso dalla presenza di laterite (terra rossa), povero di sostanze nutritive (comunque sufficienti per le piante) e ricco di ferro, alluminio.

Risulta importante ricordare l'importanza della circolazione di acqua nel materiale di fondo, benefica per le radici e quindi per la salute della pianta, oltre che per l'intero ecosistema della vasca.

Un movimento molto lieve dell'acqua, che circola nel fondo dell'acquario, ma estremamente importante.

Granulometria del materiale di fondo

Un materiale di fondo troppo fine, che tende a diventare particolarmente compatto una volta in acqua, non favorisce certo una buona circolazione nel substrato, con potenziali problemi di zone anaerobiche, ovvero prive di ossigeno, che certo non sono igieniche, ma deleterie per la vasca.

Risulta particolarmente indicato un materiale, seppur dalla granulometria piuttosto fine, 3 mm circa, dal peso specifico idoneo per coltivare le piante, ovvero materiale piuttosto leggero in base al volume.

Come materiale piroclastico ad esempio, che permette una sufficiente circolazione di acqua e ossigeno nel materiale di fondo.

Una sana circolazione di acqua e ossigeno nel materiale di fondo

Questo prodotto non diventa eccessivamente compatto, una volta in acqua, e aiuta dunque la favorevole circolazione di acqua nel substrato.

Una lieve, minima, leggera ma costante circolazione di acqua nel materiale di fondo di acqua e ossigeno, presenta notevoli benefici:

  • mantiene il fondo privo di potenziali zone stagnanti;
  • migliora la resa del fertilizzante tenendo pulite le radici delle piante, che in questo modo assimilano meglio le sostanze nutritive;
  • di conseguenza, dati i 2 punti cui sopra, vengono evitati potenziali e pesanti problemi nella gestione della vasca.

Due fattori sono fondamentali per creare questa lieve ma importante circolazione di acqua nel materiale di fondo:

  • la corretta granulometria del materiale;
  • un cavo riscaldante posizionato sul fondo della vasca al momento dell'allestimento.

Infatti, il calore si sposta verso l'alto, e così facendo muove l'acqua facendola circolare, e quando circola, quando si muove, crea ossigeno.

Inoltre, il cavo riscaldante applicato sul fondo della vasca, insieme al termoriscaldatore, lavorano a fasi alterne, ovvero quando funziona uno si ferma l'altro, in questo modo favoriscono una migliore distribuzione del calore in tutto l'acquario, di fondamentale importanza per le piante ed i pesci tropicali.

L'acqua fredda è un serio nemico.

Un materiale piroclastico dunque, dalla fine granulometria di 2-2,5 mm non solo garantisce una più che ottimale circolazione nel materiale di fondo, ma soddisfa anche l'importante aspetto estetico.

Un materiale dalla granulometria elevata (5-6 mm o comunque oltre i 3 mm), può trovare giusta collocazione dove sono presenti solo esemplari di piante piuttosto imponenti.

Con un materiale di questa granulometria sarebbe davvero problematico inserire piante del genere Glossostigma, Cabomba, piante con esile fusto, o piante particolarmente piccole; non farebbero in tempo ad attecchire, e te le ritrovi a galleggiare sulla superficie dell'acqua.

Un'elevata granulometria del materiale di fondo poi, potrebbe causare eccessiva circolazione di acqua e ossigeno nel substrato, non permettendo alla flora batterica il tempo necessario per un corretto insediamento, flora batterica che poi svolge sempre il lavoro del filtraggio biologico.

Usare un materiale di fondo di origine calcarea è fortemente sconsigliato, a meno che non si tratti di allestire una vasca caratterizzata dai valori alcalini piuttosto spiccati.

Il fertilizzante: quale usare?

Quale fertilizzante usare?
Non hai che l'imbarazzo della scelta, i diversi marchi disponibili sul mercato offrono prodotti di alta qualità.

Utilizza sempre però materiale appositamente studiato per uso acquariofilo.

Inoltre, non pasticciare; quando ti affidi ad un marchio usa solo quello, non mescolare i diversi fertilizzanti.

Del resto, se dai fiducia ad un marchio, risulta logico affidarsi a quello, tanto per il fertilizzante di fondo, quanto quello per l'acqua.

Se il marchio che utilizzi, non dovesse avere una linea completa, sia per il fondo che per l'acqua, allora puoi decidere di usare due prodotti: uno per il fondo, e l'altro per l'acqua.

Se decidi di procedere con il fai da te, devi avere le giuste conoscenze in materia, per una idonea composizione del fertilizzante.

Fertilizzante per il materiale di fondo

Quando procedi all'allestimento del fondo, non eccedere con il fertilizzante:

  • ricorda che ha una lunghissima durata;
  • se ne usi troppo può favorire la crescita di alghe, molto problematica in una vasca di recente allestimento;
  • se il fertilizzante di fondo dovesse iniziare a scarseggiare, in un secondo tempo, è sempre possibile la sua integrazione;
  • con apposito materiale fertilizzante sotto forma di sfera o cono da inserire con facilità nel substrato.

Fertilizzazione corretta e mirata

Una mirata e corretta fertilizzazione, garantisce il successo e la crescita rigogliosa delle piante, a tutto beneficio della salute dell'acquario, non lo dimenticare mai.

Le piante, come ho già accennato, hanno bisogno di tutta una serie di elementi nutritivi, che devono essere presenti, anche se in modesta quantità, tanto nel substrato, quanto nell'acqua.

Le piante hanno bisogno di tracce di questi elementi, una piccola quantità, che però non può mancare.

Basta anche la mancanza di uno solo di questi importanti elementi (CO2, ferro, estratto di torba, oligoelementi, etc.) per causare il deperimento di una pianta, in particolare quelle specie più sensibili ed esigenti.

La fertilizzazione delle piante deve essere blanda nel dosaggio, ma costante.

Il corretto dosaggio del fertilizzante

Mai eccedere con il dosaggio dei fertilizzanti, che se non assimilati rapidamente dalle piante andrebbero a creare sostanze nutritive in eccesso a tutto svantaggio dell'ecosistema che si crea in acquario.

Formazione di alghe, sostanze in eccesso da smaltire per il filtro, etc.

Scegli la linea di prodotti da utilizzare

Decidi su quale linea di prodotti fare affidamento, a meno che non ti voglia cimentare nel prepararti da te i fertilizzanti necessari, ma è necessaria un po' di esperienza.

In internet si possono trovare preziose ed utili informazioni, per come fare a prepararsi da soli un buon fertilizzante per le piante del proprio acquario.

Se non sai bene quello che stai facendo, lascia stare, potresti creare un disastro e inquinare l'acqua, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Solitamente, le linee di fertilizzanti disponibili in commercio offrono tutta la gamma di sostanze necessarie al fabbisogno delle piante acquatiche tropicali.

Reintegro del fertilizzante nel substrato

Ricorda ancora una volta, che un buon fertilizzante deve essere inserito sul fondo della vasca al momento dell'allestimento, ed è possibile reintegrarlo, ad esempio ogni 6 mesi, con sfere o coni di terriccio fertilizzato appositamente concepiti.

Il consumo del fertilizzante nel fondo è molto ridotto, e dura nel tempo.

Somministrazione periodica e regolare del fertilizzante in acqua

Un buon fertilizzante garantisce anche una certa durata nel tempo, e si rende necessario integrarlo quando vai ad effettuare i cambi parziali di acqua.

Altre preziose sostanze quali oligoelementi, minerali, ferro, vanno aggiunti separatamente e ad intervalli regolari, secondo le istruzioni consigliate dal produttore.

Il ferro chelato è particolarmente importante per una giusta fertilizzazione, il cui apporto deve essere regolarmente integrato in base al fabbisogno del consumo delle piante.

Altri preziosi oligoelementi (magnesio, potassio, etc.) vanno somministrati regolarmente, e non inserire troppi fertilizzanti e soprattutto tutti insieme.

Programma di fertilizzazione da seguire

È bene stabilire un programma di fertilizzazione e rispettarlo scrupolosamente, esempio:

  1. il giorno 1 del mese: aggiunta di fertilizzante (quando si effettua un cambio parziale di acqua, si rende necessario fertilizzare solo l'acqua nuova, quella che rimane in acquario contiene ancora fertilizzante);
  2. il 2: aggiunta di oligoelementi;
  3. il 3: somministrazione di ferro (esistono diversi modi di somministrazione – giornaliera, settimanale, etc. – e dovrai stabilire qual è quella migliore per le tue piante);
  4. il 4: aggiunta di enzimi e fitormoni utili alla crescita delle piante.

Questo naturalmente è solo un esempio, ma credo possa rendere bene l'idea.

Mai sovraccaricare l'acqua con sostanze nutritive, che verrebbero assimilate dalle piante solo in parte, ed il resto disponibile, potrebbe diventare fonte di nutrimento per le alghe.

Decidi quale linea di prodotti adottare, stabilisci un programma di fertilizzazione, e rispettalo.

Il cambio repentino anche di un solo prodotto, può causare problemi all'equilibrio che si viene a creare in acquario.

Per quanto riguarda invece la somministrazione di anidride carbonica questa deve essere giornaliera, e disponibile tutta la durata dell'illuminazione.

Potresti programmare un timer, che interrompe l'erogazione di CO2 1/2 prima dello spegnimento delle lampade.
Continuiamo il discorso CO2 nella pagina dedicata alla somministrazione di anidride carbonica: importantissima.

 

Felice Amadeo

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