Qualità dell’acqua nell’acquario di acqua dolce

L'importanza della qualità dell'acqua in acquario di acqua dolce è da tenere in grande considerazione soprattutto in presenza di acqua particolarmente tenera
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L'importanza della qualità dell'acqua in acquario di acqua dolce è da tenere in grande considerazione soprattutto in presenza di acqua particolarmente tenera
Importanza della qualità dell'acqua in acquario

La qualità dell'acqua che va a riempire l'acquario è di estrema importanza in quanto da essa dipende la vita di pesci e piante.
L'acqua utilizzata influisce in modo determinante sulla salute dei pesci e delle piante che in essa vivono.
La demineralizzazione dell'acqua attraverso il processo di osmosi inversa, si rende necessaria per poter avere un'acqua biologicamente corretta da utilizzare in acquario.

  1. Acqua demineralizzata
  2. Trattamento dell'acqua
  3. Cambi di acqua parziali e periodici

Qualità dell'acqua in acquario: quella demineralizzata

Molti negozi di acquari vendono anche acqua demineralizzata, se non si ha intenzione di acquistare uno dei kit per l'osmosi inversa per uso domestico che si trovano in commercio, che hanno ormai raggiunto prezzi decisamente abbordabili per un piccolo impianto, più che sufficiente per produrre acqua demineralizzata in casa propria, evitando la seccatura di dover portare a spasso bidoni di acqua.

Acqua demineralizzata che viene venduta anche nei supermercati, ma più che altro in contenitori piccoli, per l'uso che serve per l'acquario.

Inoltre, è sempre preferibile utilizzare acqua demineralizzata che è stata sottoposta di recente al trattamento di osmosi inversa, non vecchia di mesi.

Una volta ottenuta l&acqua demineralizzata però, non devi dimenticare che non contiene più nulla, nemmeno quegli oligoelementi e sali minerali necessari alla vita dell'acquario, al suo ecosistema, e agli esseri che in esso vivono.

Ovviamente il problema è di facile soluzione, basta infatti andare ad integrare l'acqua demineralizzata con appositi sali studiati appositamente per questo scopo.

Nell'acqua del rubinetto, della rete idrica, sono presenti anche alcune di queste sostante utili, ma in proporzione eccessiva per l'uso in acquario, senza dimenticare che la maggior parte di quanto presente nell'acqua della rete idrica non va bene per l'acqua dell'acquario.

Quindi, se pensi di integrare l'acqua demineralizzata con quella del rubinetto, sei ancora daccapo.

Trattamento dell'acqua demineralizzata per l'acquario

L'acqua del rubinetto contiene tracce di sostanze che sono dannose, sia per i pesci che per le piante.

Esistono i biocondizionatori, che legano i metalli e tutte quelle sostanze che vanno a nuocere all'ecosistema che si viene a creare nell'acquario.

Tuttavia, l'acqua del rubinetto, nonostante i biocondizionatori, non è comunque idonea così com'è, e trovo che il gioco non valga la candela.

La soluzione migliore è quella di usare acqua demineralizzata, integrata con appositi sali minerali, in quantità sufficiente per andare a creare nell'acqua una durezza totale di 6 o 7 (esempio), ed una durezza temporanea (kH) non inferiore a 3, solo in questo modo riusciremo ad avere nell'acqua dell'acquario le giuste sostanze che vanno a tamponare una pericolosa instabilità del ph.

Introducendo i sali minerali nell'acqua demineralizzata, il ph aumenta, quindi dobbiamo correggere anche questo parametro con un buon acidificante naturale, ad esempio estratto di corteccia che contiene un'elevata quantità di acido tannico.

In questo modo si va ad inserire un'acqua mirata ed appositamente preparata secondo quelle che sono le esigenze dell'acquario, dei pesci e delle piante.

Ad esempio, una vasca destinata ai ciclidi dell'Africa Orientale non può avere acqua con le medesime caratteristiche di una vasca destinata ai Caracidi.

Cambi parziali e periodici dell'acqua in acquario

I cambi parziali di acqua, devono essere piuttosto frequenti, la frequenza la si decide in base ai pesci che popolano il nostro acquario, rispetto ai rifiuti organici che producono, ed alla capacità dell'acquario stesso e della sua capacità di filtraggio.

L'acqua demineralizzata, poi trattata e pronta per l'uso, dovrebbe essere lasciata ad ossigenare prima di inserirla nella vasca.

Quando si aggiungono i sali per portare l'acqua alla durezza desiderata, ' bene inserire nel recipiente una pietra porosa collegata ad un aeratore, e posizionarla sul fondo del contenitore, in modo da far sciogliere i sali in modo omogeneo evitando che si possano accumulare sul fondo, ed il movimento creato dall'aeratore, apporta ossigeno all'acqua.

Per fare questo, è bene iniziare a preparare l'acqua demineralizzata 2 o 3 giorni prima del cambio parziale e periodico da effettuare.

Stabilità del pH

Cerca di capire come mantenere una buona stabilità del ph, che rappresenta in parte un piccolo problema negli acquari di acqua dolce e particolarmente tenera.

Un problema che naturalmente puà essere affrontato, niente paura.

Relazione durezza, pH, CO2

È corretto ricordare l'importanza che esiste nella relazione tra: durezza, ph ed anidride carbonica (CO2).

In presenza infatti di una durezza carbonatica inferiore a 3 dKH, è possibile (e facile) andare incontro a oscillazioni del ph che possono rivelarsi pericolose per i pesci, oltre che per le piante.

Garantire all'acqua una durezza carbonatica non inferiore a 3 dKH, non è affatto difficile. Esistono ad esempio in commercio appositi sali preparati per risolvere questo problema, da inserire nelle quantità indicate, nell'acqua demineralizzata, che ricordiamo ha una durezza totale e temporanea pari a 0 quando appena trattata.

Trattamento dell'acqua demineralizzata

Quando avrai l'acqua demineralizzata, dopo avere effettuato il trattamento di osmosi inversa, andrai ad integrare l'acqua con le giuste dosi di sali per aumentare la durezza, sia quella totale (dGH) che carbonatica (dKH), definita anche temporanea.

Questi composti ovviamente, i sali, essendo alcalini, andranno ad alzare il valore pH (generalmente dopo il trattamento osmotico l'acqua presenta un pH sicuramente acido, che può variare a secondo delle impostazioni di fabbrica della membrana osmotica).

Non devi fare altro che aggiungere all'acqua, una volta raggiunti i valori di durezza desiderati, una quantità di sostanza acidificante, meglio se naturale, come l'estratto di quercia ad esempio, che ha un elevato potere acidificante.

Se nei regolari cambi parziali di acqua dell'acquario, vai ad usare questi accorgimenti, sei già a buon punto.

CO2 in acquario

La somministrazione poi dell'anidride carbonica in acquario, dovrà oscillare in base al fabbisogno delle piante presenti e della loro quantità (indicativamente posso azzardare valori tra i 20 e 30 mg per litro).

Acqua tenera e rimedio ai problemi del pH potenzialmente instabile

Un'acqua tenera (ovvero con durezza bassa), come quella che serve per molte specie di pesci e piante tropicali, avrà sempre la tendenza ad avere un ph leggermente instabile, per via del fatto che le sostanze che possono fungere da tampone sono presenti in quantità limitata, in caso contrario, un'acqua dura non presenta questi problemi.

Ma se a noi serve un'acqua tenera ed acida, dobbiamo fare i conti con questi problemi di normale amministrazione per chi possiede un acquario di acqua dolce.

Una durezza temporanea pari 3 o 4 dKH, e totale di 5-6 dGH, è compatibile con molte specie di pesci e piante, avremo modo di avere un ph acido, sufficientemente stabile, e non andremo incontro a particolari problemi.

Se esistono invece le necessità per abbassare ulteriormente la durezza, potrai inserire nello scomparto del filtro, della torba, che andrà ad acidificare ulteriormente l'acqua nel caso il ph sia particolarmente instabile.

Attenzione però: l'effetto della torba è rapido ma molto limitato nel tempo, e dosi sbagliate possono causare un eccessivo abbassamento del ph, con potenziali rischi per pesci e piante.

 

Felice Amadeo

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