Osmosi inversa per l’acqua dell’acquario

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Trattare l'acqua del rubinetto con il procedimento di osmosi inversa è necessario per  l'acqua dell'acquario

Osmosi inversa per l'acqua dell'acquario

Osmosi inversa per acquario: quel processo che permette di depurare l'acqua del rubinetto e renderla idonea e biologicamente corretta.

  1. Acqua idonea
  2. Osmosi inversa: caratteristiche dell'impianto
  3. Come avviene il processo di osmosi inversa
  4. Preparazione dell'acqua demineralizzata

Osmosi inversa per acquario: per un'acqua idonea

I pesci e le piante presenti nell'acquario di acqua dolce, anche se arrivano dalla cattività, trovano origine in zone in cui le caratteristiche dell'acqua risultano totalmente diverse da quelle dell'acqua proveniente dagli acquedotti, quindi dai rubinetti di casa.

Caratteristiche dell'impianto di osmosi inversa

Se teniamo conto del fattore di inquinamento ambientale che negli ultimi anni, con grande rammarico per tutti, risulta essere un problema non indifferente, per poter inserire nell'acquario acqua pulita ed avente le caratteristiche chimico-fisiche richieste dai pesci e dalle piante, occorre per forza di cose ricorrere al trattamento di osmosi inversa dell'acqua.

La quantità dei sali minerali, nonché la loro qualità, che risulta presente nell'acqua potabile, non è adatta all'acquario.

Gli impianti di osmosi inversa hanno raggiunto oggi prezzi piuttosto abbordabili, la cui spesa è certamente ammortizzabile nel tempo.

Questi impianti sono costituiti sostanzialmente da un filtro di carbone attivo, una cartuccia filtrante in filo di cotone avvolto, ed una membrana osmotica.

Per utilizzare correttamente ogni impianto è bene attenersi alle indicazioni del costruttore per evitare di danneggiare l'impianto stesso: in particolar modo prestare attenzione alla pressione di esercizio in grado di essere supportata dalla membrana osmotica, indicativamente dai 3 ai 9 bar di pressione, ed un'acqua con temperatura che non superi i 40°C;, parametri che possono essere diversi da impianto a impianto.

Come funziona l'impianto di osmosi inversa

L'acqua, spinta dalla pressione della rete idrica, entra prima nello scomparto del carbone attivo (prefiltro 1), dove vengono eliminati il cloro ed altre impurità, per poi passare nella cartuccia con filo di cotone avvolto (prefiltro 2) dove vengono trattenuti ulteriori sedimenti, anche grossolani (fino a 5 micron circa) presenti nell'acqua del rubinetto, al fine di proteggere la membrana osmotica che potrebbe altrimenti danneggiarsi facilmente.

Una volta prefiltrata, l'acqua entra nella membrana osmotica dove inizia il processo di osmosi inversa.

L'acqua, che in questo caso è il solvente in oggetto, viene spinta attraverso una membrana semipermeabile, che trattiene il soluto (molecole non di acqua) e lascia passare il solvente (molecole di acqua).

Il passaggio dell'acqua attraverso la membrana semipermeabile, è in grado di trattenere, con quantità che possono variare secondo l'impianto e la sua capacità di esercizio, dall'80 al 98% circa di tutte quelle molecole inquinanti (soluto) costituite da sali, metalli pesanti, batteri, composti organici, etc.

La membrana osmotica può essere in acetato di cellulosa, oppure in poliammide, secondo la qualità della membrana stessa varia anche il suo utilizzo nel tempo: esistono impianti con procedure di lavaggio della membrana, ma comunque questa andrà sostituita quando inizierà a risultare satura di soluto, e la sua capacità di esercizio diminuisce drasticamente.

Ovviamente anche il carbone attivo ed il filtro in cotone avvolto dovranno essere sostituiti periodicamente per garantire la loro efficienza.

La frequenza di ricambio varia in base all'utilizzo dell'impianto ed alla quantità di acqua trattata.

Un impianto di osmosi inversa di uso domestico, varia la sua capacità di produzione in base alla pressione della rete idrica, nonché dalla capacità dell'impianto stesso.

L'acqua ottenuta dal trattamento di osmosi inversa è denominata permeato, ed è un'acqua alla quale si hanno sì tolte le impurità, bensì anche quei sali che risultano necessari alla sopravvivenza di pesci e piante in acquario di acqua dolce.

Preparazione dell'acqua demineralizzata

Una volta ottenuta l'acqua demineralizzata, ovvero l'acqua trattata con il procedimento di osmosi inversa, questa avrà una durezza uguale a 0 dgh ed un ph che oscilla da 6 a 6,5 in base alla impostazione predefinita dalla fabbrica dell'impianto di osmosi inversa.

Nelle specifiche del costruttore sono indicati tutti i parametri inerenti l'acqua ottenuta dopo il trattamento.
Una volta terminato il trattamento di osmosi inversa sarà necessario preparare l'acqua secondo le esigenze dell'acquario, andando ad apportare le necessarie correzioni per ottenere l'acqua idonea per caratteristiche chimico-fisiche, che rispetti le specifiche esigenze di ogni habitat.

Un'acqua destinata ad esempio ad una vasca con Ciclidi dei laghi africani, ha caratteristiche notevolmente differenti da quella necessaria per un acquario di Ciclidi americani.

Dato che l'acqua trattata con impianto di osmosi inversa è priva di quasi tutto, serve andare ad introdurre i sali necessari per avere la durezza desiderata, sia dGH (durezza totale) che dKH (durezza temporanea), e poi correggere il ph portandolo al valore necessario.

Quando si inizia questo procedimento, è utile avere l'acqua in un apposito contenitore, possibilmente in vetro, dove dovrebbero essere inseriti termoriscaldatore e una pietra porosa collegata ad un aeratore, per mescolare l'acqua e mantenerla in continuo movimento, una volta inseriti, uno alla volta, gli agenti necessari alla correzione dei parametri suddetti (dGH, dKH, pH).

Il termoriscaldatore serve a portare, e mantenere l'acqua alla temperatura necessaria, uguale a quella presente in acquario con i pesci e le piante, in modo che quando è necessario eseguire il periodico, e parziale, ricambio di acqua, quella nuova sia, non solo biologicamente corretta, bensì anche alla temperatura ideale per evitare ai pesci, e alle piante, di ammalarsi.